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domenica 3 novembre 2013

IL CAVOLO (brassica oleracea)

agraria.org
Notissima specie erbacea coltivata a scopo commestibile, caratterizzata da larghe foglie carnose e crespate, dalle nervature grosse e rigide; fiori gialli o bianchi a quattro petali, verso giugno.
Contiene: mirosina, essenza solforata, mucillagine, glucosidi, vari sali, fosfato di calcio e magnesio, zolfo e sodio, vitamine A, B1, B2, C.
Cresce allo stato spontaneo è reperibile lungo le coste marine, mentre viene coltivato ovunque a scopo
commestibile in terra soffice e ricca, un po'sabbiosa.
E' praticamente presente sul mercato tutto l'anno, comunque il momento migliore per il suo impiego terapeutico cade verso maggio e in ottobre.
Cura: carenze vitaminiche e di sali minerali, scorbuto, intossicazioni del sangue, reumatismi; esercita anche azione cicatrizzante, se usato esternamente; guarisce le scottature ed esplica anche una buona attività antibatterica.
Vediamo il suo impiego medicamentoso: 
rimineralizzante e vitaminico: a questo scopo, e per combattere o guarire dallo scorbuto, bere due o tre tazze al giorno di decotto ottenuto facendo bollire 20 grammi di foglie, e relative coste, in 100 grammi di acqua.
Depurativo: preparare un decotto di 10 grammi di foglie, e relative coste, bollite per 10 minuti in 100 grammi di acqua e berne una tazza a digiuno, ogni giorno, per almeno una settimana.
Cicatrizzante e lenitivo: per guarire piaghe e ferite e anche per calmare il bruciore delle scottature, pestare le foglie più esterne del cavolo, dopo averle accuratamente lavate, e applicare il cataplasma direttamente sulla pelle.
Antireumatico: applicare sulle giunture doloranti della foglie di cavolo immerse per qualche minuto in acqua bollente, affinché si riscaldino al massimo e rinnovare l'impacco non appena accenna a raffreddarsi. Usare ogni volta foglie fresche, dando la preferenza a quelle esterne verde scuro.cavolo