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martedì 22 ottobre 2013

IL MELOGRANO (Punica Granatum)

foto: it123rf.com


E' un elegante arbusto che può anche assumere portamento arboreo; fogliame lucente che presenta una lieve sfumatura rossa; i fiori, molto belli, grandi e solitari, carnosi, si chiudono nella piena estate; il frutto è una bacca sferica dalla buccia coriacea, suddiviso in scomparti che contengono moltissimi semi coperti da polpa dolce-acidula, fortemente colorante.
Contiene: mucillagine, acidi, quali: ellagico, digallico, prunicogallico, granatotannico; alcaloidi: pelletierina, metilpelletierina, isopelletierina, pseudopelletierina; amido, pectina, ossolato di calcio, resine.
Cresce allo stato spontaneo, si trova soltanto nell'Italia meridionale e insulare, mentre altrove viene coltivato per la raccolta dei frutti ma anche a scopo decorativo; i frutti maturano soltanto in clima temperato o caldo.
I frutti si raccolgono in autunno, quando maturano, epoca in cui è possibile recuperarne la buccia, essiccarla e conservarla a scopo curativo.
Cura: diarrea,, infezioni e infiammazioni dell'apparato genitale,femminile, agisce da vermifugo e libera dalla tenia.
Curiosità: lo sapevate che da tempo immemorabile il frutto del melograno è considerato simbolo di fortuna e di prosperità e perciò, in varie parti del mondo, si usa mangiarlo la notte di Capodanno formulando un desiderio. Le ragazze da marito, contando i semi che cadono sul piatto quando il frutto viene spaccato, sono in grado di fare pronostico sulla data delle nozze: per ogni seme un anno di attesa.
Vediamo ora come utilizzare questo prezioso frutto medicamentoso:

  • Antidiarroico: fare un decotto con 3 g di scorza del frutto, ogni 100 g di acqua e usarlo per clisteri che, oltre ad arrestare la diarrea, agiscono da disinfettanti intestinali.
  • Vermifugo: far bollire per un quarto d'ora 10 g di scorza del frutto ogni 100 g di acqua e bere tre bicchieri di decotto al giorno: il  primo la mattina a digiuno e gli altri due a distanza di mezz'ora l'uno dall'altro.
  • Antibatterico e Decongestionante: per irrigazioni vaginali usare un decotto di 3 g di scorza del frutto ogni 100 g di acqua; il liquido deve essere tiepido e ben filtrato.